Bellandi pastore buono
Seminario Metropolitano Giovanni Paolo II
Pontecagnano, Faiano 2 Settembre 2025
È il giorno dell’incontro: Monsignor Andrea Bellandi Arcivescovo di Salerno Campagna Acerno, abbraccia la comunità diaconale di Salerno nel secondo giorno di esercizi spirituali.

Un incontro cordiale, confidenziale dove il nostro pastore ha sussurrato ai diaconi presenti il senso dell’umiltà e della docilità. Gli stessi hanno accolto con estrema gioia il parlare calmo e amicale e a turno, sciolti nell’abbraccio, hanno raccontato il proprio vissuto, i propri limiti, le difficoltà e i contrasti ma anche le proprie speranze, gioie e idee per una crescita comune.
Monsignor Andrea citando Papa Francesco inizia così la sua riflessione: “L’umiltà è l’antagonista principale della superbia, la virtù che fa apparire più grandi di quanto si è e che ci fa credere di essere il centro dell’universo” come pastore di questa chiesa io mi pongo così e accolgo tutti in questo modo, allargando le braccia e sorridendo al nuovo, chiedendo a Dio “la grazia di rompere lo specchio della vanità e guardare all’orizzonte, dove Lui è”. Cari fratelli diaconi il vostro compito deve essere sempre quello di ricercare la pace e la concordia, siete nel presbiterio la parte più piccola ma anche quella capace di unire il popolo di Dio al suo pastore.
Papa Francesco in un’espressione forte ma densa di significato ci invita a vivere l’umiltà “come la via e il cammino verso la salvezza, perché Dio è attratto dalla piccolezza interiore, non dall’arroganza […] l’umiltà implica l’accettare le umiliazioni senza difendersi, come atto di fede”. Vedete cari diaconi questo passaggio è duro, difficile da accettare in questa nostra società dove tutto diventa vanità, dove tutto è luce mediatica, dove ognuno ricerca visibilità, “No!” Questo non è un atteggiamento cristiano, non è un atteggiamento da diaconi, non è un atteggiamento da presbiteri. Noi dobbiamo restare miti e umili di cuore, noi dobbiamo essere per il popolo di Dio il riflesso della croce, la luce della resurrezione, la via della speranza e dell’ascolto.

“È necessario essere piccoli, come un germoglio che cresce ogni giorno, per credere che Dio riveli le sue cose ai piccoli” perché chi è piccolo su questa terra è grande nel regno dei cieli, guardate cari amici, sempre Papa Francesco ci rivela una verità fondamentale, unica e preziosa, ci diceva così il Santo Padre: “È libero chi possiede il potere dell’umiltà, del servizio e della fratellanza, un potere che deriva dall’esempio di Cristo” perché e questo è un passaggio fondamentale “la vera libertà ci rende uomini nuovi”, ci fa combattere contro le in giustizie, contro il maligno, ci dona la forza di raccogliere chi è caduto, di essere prossimo di chi ci cerca, di poter essere di conforto a chi è nella disperazione.
Noi dobbiamo prendere a modello, come ci consiglia Papa Francesco, Maria e Gesù che sono esempi perfetti di umiltà, e l’umiltà di chi è piccolo permette di rialzare gli altri.
Un ultimo passaggio voglio farlo con voi fermandomi in preghiera per chi soffre, contro ogni tipo di guerra, contro ogni forma di violenza verso le donne e i bambini, verso i migranti i missionari e per chi vive un momento di bisogno.
Così conclude il suo intervento il nostro Pastore “mite e buono” a noi non resta altro che dire grazie “don Andrea” per la sua disarmante e splendida semplicità, per la sua voglia di andare incontro al prossimo e per la speranza che ci ha donato come comunità. Grazie per la sua accoglienza e per la sua voglia di ascolto e di risposte, per il suo modo garbato e schietto allo stesso tempo nelle risposte che ci ha dato nel nostro incontro. Se domani sarà un giorno migliore sarà anche merito suo che con le sue parole è riuscito a riscaldare i nostri cuori.

