“Non temere; d’ora in poi sarai pescatore di uomini”

Primo giorno ritiro comunità diaconale di Salerno Campagna Acerno
Seminario Metropolitano Giovanni Paolo II 
Pontecagnano, Faiano 1 Settembre 2025 

Con l’accoglienza del nuovo delegato per il diaconato permanente dell’Arcidiocesi di Salerno, Campagna, Acerno don Gerardo Albano hanno avuto inizio gli esercizi spirituali 2025 per i diaconati permanenti.

Entità cristologica del diacono“, questo il tema della prima giornata. La meditazione di don Gerardo è partita dalla chiamata di Pietro, Luca 5-1,11 , passando per uno scritto di Monsignor Arturo Aiello e finendo con la messa vespertina. Il tutto inframezzato con la preghiera del vespro e la meditazione personale e poi in gruppo.

Il primo passo da compiere è quello di calarsi nel brano scelto, di cercare di ascoltare il rumore delle acque, il vocio della folla, cogliere il profumo delle parole di Gesù, entrando nei panni dei pescatori, cercando di pulire le reti (confessione e direzione spirituale per tutti noi). Bisogna imitare il gesto di Giovanni, quando nell’ultima cena, in un impeto d’amore puro verso il maestro, poggia il suo orecchio sul petto del Cristo per sintonizzare i battiti dei due cuori, fino a farne diventare uno solo.
Per tutti noi: un invito? Un proposito? O forse solo una scelta consapevole?

Locandina esercizi 2025

Tanti gli spunti di riflessione emersi dalle riflessioni di don Gerardo. Partendo dalla ressa intorno a Gesù, dalla folla che vuole carità, vuole essere toccata, ascoltata, vuole parlare con Lui e di Lui. Una folla (noi oggi) che anela il contatto con il trascendente, da esso è attratto (per amore e sete di misericordia) ma allo stesso tempo (per paura o conformismo, per moda o per un uso personale) viene respinto.

Passando per il primo pulpito, le barche, l’acqua, la scelta del timoniere per la barca-chiesa
“Allora fecero cenno ai compagni dell’altra barca, che venissero ad aiutarli” è bello vedere in questa frase la piena unità del presbiterio, la barca di Pietro (presbiteri) che chiama in aiuto la barca degli amici (i diaconi) affinchè ci sia piena comunione, non invidia o gelosie, ma la voglia di salvare insieme il maggior numero di persone. Se la barca di Pietro non avesse avuto fiducia nella barca degli amici e se quest’ultimi non avessero risposto alla chimata, quanti pesci sarebbero andati perduti. Respinti in mare, fatti morire dalla mancanza di carità fraterna, di voglia di comunione?

L’ultimo invito alla meditazione è la prima prova di fede forte che Gesù, per mezzo di Pietro, chiede a tutti noi: getta qui le reti, ora, adesso, subito, anche con la luce del giorno, andando controcorrente, anche quando sai bene che non si può fare: fidati, abbandonati, rilassati: diventa figlio. Prendo coscienza, mi prosto a te, cerco di fuggire dichiarandomi peccatore, ma tu mi prendi la mano e mi fai solcare i mari del mondo.

“Non temere; d’ora in poi sarai pescatore di uomini” 

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