San Matteo maestro di vita

s. m attMAN immagineA breve tutta la città di Salerno festeggerà il Santo Patrono Matteo. Si narra che nella vita fosse stato un “Pubblicano”, una delle categorie più odiate dal popolo ebraico. A quell’epoca gli esattori delle tasse pagavano in anticipo all’erario romano le tasse del popolo e poi si rifacevano come usurai tartassando la popolazione. Gesù passò vicino a Matteo e gli disse semplicemente “Seguimi” (Marco 2,14). E Matteo, alzatosi, lo seguì. Da quel momento, come Apostolo, professò l’aiuto ai poveri. Un sentimento comune, afferma il diacono, don Vincenzo Salsano, della Parrocchia di Matierno, Frazione alta di Salerno.

D. Come vive un Diacono la festività di San Matteo?

R. È una festività che sento molto, anche se sono della zona alta di Salerno. Mi sento accomunato nelle mie scelte di vita con quelle del Santo Patrono.

D. E questo legame come può essere spiegato?

R. Come Lui, anch’io metto in pratica la parola del Vangelo a favore dei poveri e degli emarginati. Il termine diacono, deriva dal greco, ovvero diaconia. Il diacono è abilitato a servire il popolo di Dio nel ministero dell’altare, della parola e della carità. Sono, quindi, un Ministro della carità. Infatti, quale membro della Caritas locale che comprende le zone di Matierno, Fratte, Brignano, Ogliara, Cappelle e Pastorano, vivo quotidianamente le difficoltà della gente e cerco di aiutare materialmente e spiritualmente chi è in difficoltà.

D. Quindi la vita di San Matteo è un esempio?

R. Certo. Come Lui lasciò tutto (il banco dei pegni n.d.r.), per seguire gli insegnamenti di Gesù, così io seguo il messaggio di San Matteo che ritroviamo nei suoi cinque discorsi trascritti nel Vangelo.

D. Secondo Lei, quest’anno la festa sarà diversa?

R. Credo che tutti i fedeli vivranno la festività patronale con il medesimo trasporto. Un mio pensiero personale, però, va agli immigrati. San Matteo viene dal mare. Tanti sono coloro che cercano una salvezza dalla guerra ed in un’altra nazione pace per se ed i loro cari. Immigrati che spesso perdono la vita durante il viaggio, su barconi insicuri e sovraffolla. Un pensiero che si tramuta in preghiera.

D. Cosa vorrebbe dire ai nostri lettori?

R. Auguro a tutti di trascorrere una serena festività, non dimenticando che questa è un’occasione per una riflessione spirituale, ispirati dalla vita del nostro Patrono.

di Titti Giordano da Agire 

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