Un uomo, un prete, un vescovo, un missionario: Monsignor Pollio
Il fascino di un uomo,
il coraggio di un prete,
la tenacia di un vescovo,
il martirio di un missionario:
Mons. Gaetano Pollio, arcivescovo di Salerno
Nella nostra Arcidiocesi ce ne sono tanti. Citiamo ad esempio don Alfonso De Caro, sacerdote fidei donum, ma non possiamo non ricordare l’Arcivescovo di Salerno, Monsignor Gaetano Pollio, un missionario, il quale ha raccontato la sua esperienza nel libro “Croce d’oro tra le sbarre” (1960).
La storia del missionario Gaetano Pollio inizia a Kaifeng (città della provincia cinese dello Henan), terra di gioia e di martirio. Egli, in questo territorio occupato dai giapponesi durante la seconda guerra mondiale, svolge la sua missione e quando il suo predecessore, Monsignor Antonio Barosi, insieme ad altri 3 missionari, fu ucciso in modo barbaro, Pollio è chiamato a reggere le sorti della Missione e fu nominato vescovo il 12 dicembre 1946.
Nel giugno del 1948 fu imprigionato e sottoposto a un duro regime carcerario.In una cella angusta, obbligati a stare seduti, doveva lì vivere insieme ad altri compagni .
I topi, gli scarafaggi, gli insetti erano gli unici visitatori in quel luogo di martirio, sempre seduti senza potersi alzare per sgranchirsi le gambe, pronti a difendersi dagli attacchi dei velenosi scorpioni, in modo disumano hanno, giorno dopo giorno, vissuto la barbara prigionia.
Ma il vertice della sua pena, che aveva come colpa quella di essere cattolico, è quando il vescovo Pollio fu mandato a scontare la sentenza ai lavori forzati.
La diocesi di Salerno onora il missionario, il sacerdote, l’arcivescovo.Le giovani generazioni della nostra diocesi sanno di certo che abbiamo avuto un arcivescovo dal nome Gaetano Pollio, ma questo non basta, perché la statura di un uomo si coglie dalla esistenza che ha vissuto.
Noi siamo chiamati a ricordarlo ai tanti distratti, che non sanno che anche la Chiesa di Salerno ha i suoi martiri… e la memoria è la gratitudine del cuore.
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About The Author
Don Vi
Vincenzo Salsano diacono permanente dell'Arcidiocesi di Salerno Campagna Acerno dal 26 ottobre 2013. Il cammino verso il diaconato ha avuto inizio dalla parrocchia di san Pietro Apostolo in Aiello-Acquamela di Baronissi (Sa). Sotto la direzione di don Nello Senatore ebbe origine il sito "Parrocchia San Pietro" di cui "La Vedetta dell’Irno" è la sua naturale prosecuzione. Ha collaborato con l'ufficio per le comunicazioni sociali diocesano per poi passare alla Caritas diocesana, come responsabile delle comunicazioni. Dal 2022 fa parte del consiglio di amministrazione della fondazione Caritas Salerno. Nella prima comunità di destinazione da diacono, nella parrocchia Santi Felice e Giovanni Battista in Pastorano (Matierno/Cappelle di Salerno), insieme alla moglie Mena Pizzuti ha seguito i fidanzati nel percorso di avvicinamento al matrimonio, il gruppo giovani e il gruppo famiglia nonché la preparazione al battesimo, e i corsi di cresima. Sempre presente nella Caritas parrocchiale sia per l'ascolto, sia per la distribuzione agli amici in momentaneo bisogno, ha formato i referenti della Caritas zonale di Fratte con la guida di don Marco Raimondo. Per un anno al servizio dell'unità pastorale del centro storico di Salerno per le celebrazioni del Centenario dell’Incoronazione di Maria SS. di Costantinopoli, "la Madonna che viene dal mare". Nella parrocchia di san Demetrio in Salerno per due anni impegnato nella mensa, nella cura dei giovani insieme alla consorte e nel seguire i catechisti. Dal 2024 il suo apostolato è al servizio della comunità di S. Bartolomeo Apostolo (Capezzano di Pellezzano). Insieme alla moglie per oltre 25 anni tra le parrocchie della valle dell'Irno, hanno nei vari corsi prematrimoniali, promosso e favorito, attraverso incontri di sensibilizzazione, la conoscenza del metodo Billings.
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A leggere l’esistenza di Mons Pollio, sembra di rivedere la storia di tanti martiri che hanno avuto un simile destino di deportazione… Mi viene in mente San Massimiliano Maria Kolbe… e, anche noi, qui a Salerno, abbiamo avuto una figura di tale spessore… ovviamente dimenticato, come si addice ad un popolo distratto come quello salernitano!
Mi piacerebbe approfondire questa figura, magari, se potete, ci consigliate dove poter reperire il libro che citate.
Grazie per la vostra “segnalazione”.
Io ho avuto il privilegio di conoscerlo- anche se ero giovane allora, e certo non ho prestato come credo tanti altri come me, attenzione alla sua vita ed ai tormenti subiti nella lontana sua prigionia cinese -Certo era uomo di grande fede se ha potuto sopportare tali torture tendenti ad annientare la personalità ed indegne di ogni umano consesso , senza cedere alla disperazione .Avete fatto bene a richiamare alla memoria a sua alta testimonianza; spero che questo serva di esempio e di aiuto a quanti di no,i me compreso, professano una fede tiepida ,oggi, in piena libertà di espressione e di parola .
Conservo con affetto la foto dell’ingresso di Mos. Pollio: c’ero pure io, desideroso di conoscere questo grande uomo di cui mi aveva parlato, anni prima, il mio Parroco, Don Erminio Tocci, quando risiedevo ancora a Beledere Marittimo CS.
Ho avuto anche il piacere di scambiare qualche parola con Lui a Fiuggi, dove si andava per riposo e per cure idropiniche.
Abbonato a “Il Mattino” con le pagine di Salerno, mi procuravo il piacere di “prestarGli” il quotidiano.
Per noi che viviamo con troppa facilità e superficialità la fede, la figura di mons. Pollio è una continua provocazione e sollecitazione alla coerenza. Queste figure di missionari per noi sono una benedizione, è Dio stesso che li invia per ricordarci che siamo chiamati a testimoniare in ogni situazione ed in ogni luogo
Carissimo Antonio, purtroppo il libro non dovrebbe essere più in commercio comunque stiamo effettuando ricerche per reperire qualche notizia più dettagliata in merito. Le faremo sapere in caso di novità. Grazie e continui a seguirci.
BENEDITE OPERE TUTTE DEL SIGNORE IL SIGNORE, LODATELO ED ESALTATELO NEI SECOLI! LODATELO PER I GIUSTI CHE CI MANDA, POSSIAMO ESSERE ANCHE NOI PER SUO DONO SUOI SERVI FEDELI FINO ALLA FINE!
Io l’ho conosciuto quando,espulso da Kaifenf (Cina) fu mandato
come Arcivescovo Primate del Salento ad Otranto ed io in quegli anni ero un seminarista del locale seminario. Tutte le mattine mi recavo nella Sua Cappella personle per servirGlii la
Santa Messa. I ricordi, le sensazioni: la Sua imponente e mae-
stosa figua sia fisica che spirituale mi incuteva tutte le mattina,nonostante fossero state tante, un certo senso di paura
sì “paura” superata poi dal Suo benevolo sorriso, bacio dell’anello e benedizione per la giornata che si doveva affrontare. Grazie Eccelllenza Pollio.-
io il libro c èlho lo avuto da lui personalmente.