Vietato aiutare i cristiani

Ucciso dalla sua guardia del corpo. Da chi avrebbe dovuto difendere la sua vita. Eliminato perché aveva osato pronunciarsi a favore della grazia ad Asia Bibi, la madre cristiana messa a morte dalla giustizia pachistana in virtù di quella legge anti-blasfemia che sta diventando sempre di più un’arma sofisticata della persecuzione ai danni dei cristiani in Pakistan.

Salman Taseer, governatore del Punjab, 66 anni, aveva appena lasciato la sua residenza a Islamabad nella cosiddetta “F6”, la zona esclusiva abitata dai ceti più facoltosi e dagli stranieri, nonché il quadrilatero che ospita diverse rappresentanze diplomatiche. Il governatore era accompagnato da uno degli uomini che ne avrebbero dovuto garantire la sicurezza: l’agente Mumtaz Qadri, 26 anni. L’uomo gli ha invece rivolto contro l’arma. Esplodendo decine di colpi. Dopo l’arresto ha voluto così motivare il suo gesto: «Ho ucciso il governatore perché aveva criticato la legge sulla blasfemia definendola una “kala kanoon” (in urdu “una legge nera”)», una legge negativa.

Da “Avvenire” on-line del 5 gennaio 2p011

La “colpa” di Taseer? Essersi speso a favore di Asia Bibi dopo averla incontrata in carcere e pronunciato contro la legge anti-blasfemia, un peroramento che gli ha guadagnato l’odio da gruppi islamici più radicali del Paese, secondo quanto ha raccontato Shahbaz Bhatti, il ministro per le minoranze pachistano, anche lui nel mirino. Il clima politico del Paese è sempre più avvelenato. Solo pochi giorni fa i fondamentalisti islamici sono scesi in piazza per dire no a qualsiasi ipotesi di riforma della legge sulla blasfemia. Un messaggio inequivocabile: gli estremisti – paralizzando interi distretti di Karachi, Lahore, Gujranwala, Peshawar e Quetta – hanno ribadito che ogni modifica della legge antiblasfemia «dovrà passare sui nostri cadaveri».

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